Il Gal Appennino Bolognese ha pubblicato un bando finalizzato a migliorare le prestazioni economiche di tutte le aziende agricole e incoraggiarne la ristrutturazione e l’ammodernamento, in particolare per aumentare la quota di mercato e l’orientamento al mercato nonchè la diversificazione delle attività. Il bando è rivolto alle imprese agricole e finanzia il miglioramento e la valorizzazione dell’accessibilità dell’azienda agricola da parte dei fruitori degli itinerari individuati dal Gal sul territorio. Per la Valle del Santerno, gli itinerari individuati sono: La Via del gesso, la Linea gotica; L’alta via dei parchi; La terra del castagno; Itinerario enogastronico.
Cia – Agricoltori Italiani di Bologna: “In questi momenti di emergenza emergono le caratteristiche di multifunzionalità delle imprese agricole e degli agricoltori che con la dovuta dotazione spalano la neve ‘h 24’, contribuendo quindi a risolvere i problemi di viabilità”
BOLOGNA, 1 marzo 2018 – Decine di agricoltori sono impegnati da ore nella spalatura della neve che sta cadendo abbondante sulle strade di tutto il territorio. “Grazie a convenzioni e appalti con Enti locali e Comuni – precisa Cia – Agricoltori Italiani di Bologna – le aziende agricole possono esercitare questa importante attività al servizio dei cittadini. In questi momenti di emergenza – prosegue la Cia di Bologna- emergono le caratteristiche di multifunzionalità delle imprese agricole e degli agricoltori che con la dovuta dotazione spalano la neve ‘h 24’, contribuendo quindi a risolvere i problemi di viabilità”.
FONTANELICE (Bologna) – Sulle colline imolesi c’è un’azienda di casari che alleva pecore, capre e, a breve, anche mucche, che produce latte e lo trasforma in formaggi. Tra i prodotti finiti ce n’è uno che richiede una cura particolare. “È la nostra specialità – racconta Claudia Caboi, titolare dell’azienda agricola Caboi di Fontanelice -. È un pecorino di latte crudo con caglio naturale”.
Una peculiarità, quella dei formaggi a latte crudo, a cui Slow Food ha interamente dedicato l’edizione 2017 di Cheese, la manifestazione internazionale dedicata al mondo lattierocaseario che da vent’anni raccoglie a Bra, in provincia di Cuneo, oltre 270.000 visitatori e 300 espositori da 23 nazioni. Il formaggio prodotto ai piedi della Vallata del Santerno è sardo ed è arrivato fino a noi grazie al trasferimento in Emilia Romagna nel 1990 della famiglia Caboi. “Abbiamo lasciato la provincia di Nuoro per motivi di lavoro e così, dal 2011, abbiamo iniziato l’allevamento degli ovini”.
Innovazione produttiva, meno burocrazia, controllo efficace della fauna selvatica e una Politica agricola efficace per i produttori: questi alcuni dei temi affrontati nel corso della settima Assemblea elettiva della Cia – Agricoltori Italiani – Città metropolitana di Bologna
Marco Bergami riconfermato al vertice dell’associazione che ha festeggiato anche i 40 anni della fondazione: ora la Confederazione associa più di tremila imprenditori, da lavoro a settanta dipendenti ed ha un volume d’affari di 3.8 milioni di euro
“Con Fico, che abbiamo sostenuto sin dall’inizio, ci attendiamo una ulteriore valorizzazione del made in italy dove le nostre produzioni di qualità sono ben rappresentate”
“Innovare per un futuro sostenibile”: è questo il tema della settima Assemblea congressuale della Cia di Bologna che si terrà martedì 23 gennaio alle ore 9
Presso l’Hotel Savoia Regency Via del Pilastro, 2 Bologna
L’associazione agricola giunge alla VII assemblea elettiva provinciale dopo un confronto con centinaia di imprenditori associati tenuto nelle 5 assemblee zonali e che hanno avuto inizio dal 12 dicembre dello scorso anno.
Scatta il 20 aprile l’iniziativa della Cia Emilia Romagna nata per sensibilizzare la popolazione sul corretto smaltimento dei rifiuti e mettere in evidenza gli innumerevoli abbandoni che avvengono nelle campagne ed ai margini delle strade
DALLA REDAZIONE – Scattano nuove regole per le autorizzazioni al reimpianto dei vigneti. Il Mipaf infatti, con l’approvazione del decreto n. 935 del 13 febbraio scorso, ha approvato una serie di correttive alle regole in vigore dal 2018.
RICHIESTE DI NUOVE AUTORIZZAZIONI
Riguardo alla richieste di nuove autorizzazioni, i criteri di priorità previsti a livello nazionale sono:
organizzazioni senza scopo di lucro che conducono terreni confiscati per reati di terrorismo e criminalità;
superfici condotte in zone caratterizzate da vincoli naturali;
aziende che conducono superfici vitate seguendo la coltivazione biologica da almeno cinque anni.
È stata stabilita una soglia massima di 50 ettari per ogni domanda presentata. Tale soglia potrà essere ridotta dalle singole Regioni. Inoltre, queste avranno la possibilità di garantire il rilascio di una quota minima per ogni richiedente compresa tra 0,1 e 0,5 ettari, qualora le richieste ammissibili dovessero essere superiori alla superficie messa a disposizione per l’anno 2018.
Le Regioni, rispetto ai criteri di priorità sopra menzionati, possono decidere se applicarli o meno. La Regione Emilia Romagna ha richiesto ad Agea l’applicazione della priorità per le superfici biologiche e di prevedere la soglia massima per domanda presentata a 5 ettari.
LIMITAZIONI AL TRASFERIMENTO DELLE AUTORIZZAZIONI
Viene introdotta una limitazione nel trasferimento di autorizzazioni in Regioni diverse mediante contratto d’affitto. Infatti, la nuova normativa prevede che l’estirpazione di vigneto volta a trasferire l’autorizzazione generata in una Regione diversa, è possibile solo nel caso che questa avvenga dopo che sono trascorsi 6 anni dalla data di registrazione del contratto d’affitto. Questa nuova disposizione, non si applica nel caso di contratti d’affitto registrati prima dell’entrata in vigore del decreto e per il quale la domanda di estirpazione risulta essere stata presentata.
BRUXELLES – Nel quadro del periodo 2014-2020, la Politica agricola comune ha mobilitato circa 400 miliardi di euro a favore di misure di mercato finanziario, pagamenti diretti per gli agricoltori e programmi di sviluppo rurale, con lo scopo di promuovere un’agricoltura e un’economia rurale sostenibile. I pagamenti diretti rappresentano circa il 70% degli importi della Pac. Ma sono in corso discussioni per ridurre e meglio indirizzare gli aiuti del primo pilastro: oggi – si legge in un comunicato della Commissione Ue – l’80% dei pagamenti diretti va al 20% degli agricoltori. Le modifiche al sistema potrebbero, quindi, fornire un’opportunità per concentrare gli aiuti su aspetti più specifici, come il sostegno a una produzione agricola meno redditizia o alle aree di montagna, un’attenzione particolare alle piccole e medie aziende agricole, agli investimenti in risorse sostenibili o per sistemi di produzione efficienti.
Il primo grande obiettivo, dopo il 2020, resta quello di mantenere il budget complessivo dedicato all’agricoltura, nonostante i timori per la Brexit.
A oggi, sono 3 gli scenari che si possono prevedere per il bilancio agricolo post 2020:
Mantenimento dei livelli di spesa attuale a circa 400 miliardi di euro, corrispondente a circa il 37% dell’attuale quadro finanziario pluriennale. Il supporto, però, dovrebbe essere meglio orientato, anche per limitare le differenze di sostegno agricolo tra gli Stati membri.
Una riduzione del 30% del sostegno alla Pac significherebbe un taglio di circa 120 miliardi di euro nel prossimo quadro finanziario pluriennale. Questo scenario potrebbe comportare un calo del reddito agricolo medio di oltre il 10% in un certo numero di Stati membri e diminuzioni di reddito potenzialmente più pronunciate in settori specifici.
Una riduzione del sostegno del 15%, rappresenterebbe una perdita di circa 60 miliardi. In questo scenario la riduzione dei redditi agricoli medi sarebbe più limitata, ma potrebbe comunque avere un impatto notevole in alcuni settori a seconda delle scelte fatte.
DALLA REDAZIONE – La produzione delle aziende florovivaistiche italiane è di 2,6 miliardi di euro: 1,3 miliardi per fiori e piante in vaso e 1,3 per i prodotti vivaistici (alberi e arbusti) ed è pari a quasi il 5% della produzione agricola. 14.000 imprese produttive si dedicano a fiori e piante in vaso e circa 7.500 producono piante per il vivaismo, con una dimensione aziendale media più elevata in quest’ultimo settore (dati ISTAT). La produzione delle aziende florovivaistiche italiane è di 2,6 miliardi di euro: 1,3 miliardi per fiori e piante in vaso e 1,3 per i prodotti vivaistici (alberi e arbusti) ed è pari a quasi il 5% della produzione agricola.
14.000 imprese produttive si dedicano a fiori e piante in vaso e circa 7.500 producono piante per il vivaismo, con una dimensione aziendale media più elevata in quest’ultimo settore (dati Istat).
La superficie agricola occupata complessivamente dal settore ammonta a quasi 29.000 ettari, destinati per il 70% a piante in vaso e vivaismo. Le aziende che producono giovani piante floricole ornamentali sono 2.000, per una superficie complessiva di oltre 1.500 ettari.
BOLOGNA – “È stato come sparare sulla croce rossa”! Questo il commento di qualche agricoltore che la mattina del 22 marzo scorso ha dovuto fare i conti con la gelata della notte.