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Elezioni regionali, incontro sull’agricoltura nella sede di Cia Reggio

“E ADESSO PARLIAMO FINALMENTE DI AGRICOLTURA”. È il titolo dell’incontro che si terrà lunedì 20 gennaio nella sede Cia Reggio di Viale Trento e Trieste in vista delle elezioni regionali, da dove pare essere scomparsa la discussione sul futuro del settore portante dell’economia in Emilia Romagna. Eppure le questioni all’ordine del giorno sono numerose. Basti pensare alla predisposizione della nuova Pac, ai dazi americani, agli effetti dei cambiamenti climatici, ai danni causati da cimice asiatica e dalla fauna selvatica, all’abbandono delle aree rurali, alla necessità di infrastrutture come la diga di Vetto.
Il presidente Antenore Cervi ne parlerà con i candidati Gianni Bertucci (M5s), Andrea Costa (Pd) e Gabriele Delmonte (Ln).
Il dibattito, aperto ai soci Cia e al pubblico, è in programma alle 17.30 nella sala consiliare.
Ti aspettiamo!

Agricoltura, quattro bandi per incentivare il biologico e tutelare la biodiversità: disponibili 9,7 milioni

Oltre 9,7 milioni di euro per dare una spinta al biologico in Emilia-Romagna e al tempo stesso promuovere lo sviluppo di un’agricoltura attenta alla salvaguardia dell’ambiente e alla tutela della biodiversità. È la dotazione finanziaria complessiva di quattro bandi approvati dalla Regione che danno continuità agli interventi di sostegno previsti dalle Misure 10 “Agroambiente” e 11 “Agricoltura biologica” del Programma regionale di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020.

Le misure mettono a disposizione delle aziende agricole – sia in forma individuale che associata, incluse le cooperative – un pacchetto di risorse per favorire, attraverso l’erogazione di contributi economici parametrati alla superficie interessata, l’ulteriore espansione sul territorio regionale delle coltivazioni e degli allevamenti bio e, più in generale, un’agricoltura più ecosostenibile e all’insegna della qualità delle produzioni.

Per tutti e quattro i bandi gli impegni di durata pluriennale – 5, 10 e 20 anni a seconda dei casi – sottoscritti dalle imprese agricole decorrono dal 1^ gennaio 2020, mentre la presentazione delle domande di aiuto (già possibile a partire dal 7 gennaio) dovrà avvenire entro il 28 febbraio prossimo, secondo le modalità indicate sul sito dell’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (https://agrea.regione.emilia-romagna.it/).

Cosa prevedono i due bandi per il bio

La quota più significativa di risorse, quasi 5,75 milioni di euro all’anno in totale per due bandi, è finalizzata a favorire l’ulteriore diffusione del biologico attraverso la concessione di premi ad ettaro per cinque anni per incentivare nel primo caso il passaggio delle aziende ai metodi e alle pratiche dell’agricoltura bio e, nel secondo caso, il mantenimento delle superfici già convertite al biologico.

Grazie ad una recente modifica del Psr che ha consentito di recuperare risorse aggiuntive per 3,7 milioni di euro, i fondi disponibili per la conversione ammontano a quasi 3,8 milioni di euro all’anno. Il budget per il mantenimento sfiora invece quota 2 milioni di euro sempre all’anno.  Gli aiuti variano da 150 a 791 euro all’ettaro all’anno secondo il tipo di colture per favorire la conversione e da 90 a 668 euro, sempre all’ettaro all’anno, per il mantenimento.

Attualmente in Emilia-Romagna le superfici a biologico finanziate attraverso la misura 11 del Psr ammontano a 116 mila ettari, su un totale regionale di oltre 156 mila ettari, pari a più del 15% dell’intera Superficie agricola utilizzata (Sau) da Piacenza a Rimini. Con il bando 2020 si potranno nuovamente finanziare le superfici impegnate con l’ultimo avviso scaduto a fine 2018 e le nuove adesioni.

L’obiettivo è dare un ulteriore colpo d’acceleratore in direzione di un’agricoltura attenta alla nuova domanda di cibi buoni e sani che viene dai consumatori e alle esigenze di una maggiore tutela dell’ambiente, anche nell’ottica della riduzione delle emissioni responsabili dei cambiamenti climatici in atto. In Emilia-Romagna le superfici coltivate bio sono aumentate del 75% rispetto al 2014 (67 mila ettari in più), mentre le aziende sono cresciute di quasi il 70%.

Ciò grazie alle risorse fin qui investite dalla Regione nell’attuale programmazione 2014-2020: risorse che sfiorano complessivamente quota 140 milioni di euro (di cui 16,8 di risorse aggiuntive regionali). A queste risorse vanno aggiunte quelle relativeagli incentivi alla formazione, all’insediamento dei giovani, ai progetti di innovazione e agli investimenti per l’ammodernamento strutturale delle aziende. Per tutti questi interventi le aziende bio godono infatti di una priorità nelle graduatorie dei bandi regionali.


Gli altri due bandi per promuovere la biodiversità

Gli altri due bandi si inquadrano invece nelle cosiddette politiche agroambientali per tutelare e promuovere la biodiversità, soprattutto nelle zone di pianura. Stiamo parlando della misura 10.1.9 del Psr “Gestione dei collegamenti ecologici dei siti Natura 2000 e conservazione di spazi naturali e seminaturali del paesaggio agrario”, che finanzia con poco più di 1 milione di euro all’anno gli interventi finalizzati alla conservazione di elementi caratteristici del territorio agricolo come siepi, boschetti, maceri, risorgive e laghetti.

Gli agricoltori che per un periodo di dieci anni si impegnano in questo senso potranno beneficiare di un contributo a superficie. Attualmente sono 838 le aziende agricole che hanno aderito a questa misura, per una superficie complessiva di quasi 2.500 ettari. Dall’inizio dell’attuale ciclo di programmazione ad oggi le risorse messe a disposizione sfiorano quota 9 milioni di euro, di cui 1,3 milioni di risorse regionali aggiuntive.

Infine, il quarto e ultimo bando stanzia quasi 3 milioni di euro all’anno per il “ritiro dei seminativi dalla produzione per 20 anni per scopi ambientali e la gestione dei collegamenti ecologici dei siti Natura 2000” (Misura 10.1.10) per finanziare la creazione di prati umidi e macchie arbustive al posto dei campi coltivati. Per questo intervento sono attualmente in corso 280 progetti, su una superficie complessiva di circa 5.600 ettari.  Le risorse investite nella programmazione 2014-2020 superano i 30 milioni di euro, di cui 13,6 milioni di fondi regionali aggiuntivi.

“Nuove modalità e costi per il conferimento dei rifiuti prodotti dalle aziende agricole”

Il Consorzio Fitosanitario provinciale comunica che “a novembre è entrata finalmente in funzione la macchina per il trattamento iniziale dei rifiuti. Questa permette di lavorare ingenti quantità di plastiche, tra i quali i problematici cordami usati per l’imballo dei foraggi (CER 020104). Il rifiuto è ridotto in frammenti tali da renderne possibile il trattamento finale”.
I ritardi registratisi nelle raccolte delle plastiche agricole “stanno rapidamente rientrando grazie ad una capillare azione di recupero organizzata da Iren Ambiente. Questo nuovo processo di triturazione evita all’azienda le macchinose operazioni di insaccamento delle reti e dei teli plastici, consentendo il deposito temporaneo in cumuli e la raccolta del rifiuto sfuso, purché sempre e comunque differenziato”, spiega il presidente Lorenzo Catellani.
Il trasporto delle plastiche verso il trituratore, la loro lavorazione nello stabilimento di Novellara e il successivo carico e scarico presso il termovalorizzatore di Parma, sono ulteriori passaggi nella filiera di gestione che hanno incrementato i costi di logistica.
Per le imprese agricole servite da Iren Ambiente il costo del servizio di raccolta “è stato fissato dal primo gennaio 2020 complessivamente in 310 euro a camion. I mezzi messi a disposizione hanno capienza minima di 15 metri cubi e sono dotati di presa a “ragno”. I costi di smaltimento, continuano ad essere totalmente a carico del Consorzio Fitosanitario, così come previsto nell’accordo di programma vigente”.
I servizi di raccolta prenotati dalle aziende nel 2019, ma non ancora effettuati, manterranno le medesime condizioni economiche concordate per l’anno scorso. Come in passato, per non penalizzare eccessivamente quelle realtà agricole molto distanti dai centri di lavorazione del rifiuto, il costo per la logistica resta il medesimo in tutti i comuni serviti da Iren
Ambiente.
Dal 2020, per consentire il trasporto al trituratore di Novellara, cessa il conferimento diretto dei rifiuti plastici presso il centro di compattazione in via dei Gonzaga 46 a Reggio Emilia. Le raccolte saranno effettuate unicamente per mezzo dei camion di Iren Ambiente, previa prenotazione telefonica al numero verde 800.212607.
Nell’ambito dell’accordo di programma, per agevolare economie di scala e conseguenti riduzioni dei costi, continua ad essere disponibile il servizio di raccolta rifiuti destinato ai soci di cooperative agricole. Cantine e caseifici sociali, allevamenti cooperativi, consorzi agrari e altre imprese agricole a carattere cooperativo, possono organizzare raccolte collettive ad esclusivo vantaggio dei propri soci.

Per ulteriori informazioni resta a disposizione Mirko Bacchiavini del Consorzio Fitosanitario di Reggio al numero di telefono 0522.271380 e all’indirizzo di posta elettronica
mirko.bacchiavini@regione.emilia-romagna.it

“Emilia Romagna, Caselli: siamo il 15% dell’intero export nazionale, ma siccità piega la nostra agricoltura. Intervenire per aumentare capacità trattenimento acqua”

“Con la nostra agricoltura produciamo 24 miliardi di euro in Emilia Romagna e rappresentiamo il 15% dell’intero export nazionale” dichiara l’assessore all’agricoltura dell’Emilia Romagna Simona Caselli all’agenzia di stampa Agricolae.

“Siamo in nord Italia ma abbiamo problemi diversi da quelli delle regioni limitrofe, come quello della siccità. Abbiamo investito 8 milioni in progetti sul risparmio dell’acqua ed oggi siamo secondi solo ad Israele in tecniche di risparmio idrico, ma dobbiamo aumentare le capacità di trattenimento dell’acqua, perché i modelli futuri ci dicono che pioverà in modo molto intenso ma in un lasso sempre più limitato di tempo” prosegue.

“Punto fondamentale: ci opponiamo al fatto che prossimi interventi siano finalizzati esclusivamente a risparmi percentuali.

È difficile arrivare a far meglio di così nonostante le tecniche di innovazione che mettiamo in campo e in zone come la nostra non c’è più spazio per risparmiare” conclude Caselli.

“Anche la neve arriva ormai sempre più tardi e va via sempre prima, sintomatico dei cambiamenti climatici che affliggono il nostro territorio. Ringrazio però i consorzi perché lavorano sempre con competenza ed assieme al ministero hanno fatto squadra per portare a casa importanti progetti” sottolinea invece l’assessore del Veneto Giuseppe Pan

“Risparmio idrico e la lotta al dissesto idrogeologico”

Domani, mercoledì 8 gennaio, sarà presentata la STRATEGIA NAZIONALE MIPAAF per il risparmio idrico e la lotta al dissesto idrogeologico. Appuntamento ore 11 a Roma, Sala Nassirya del Comando Carabinieri per la tutela agroalimentare, via Torino 44. A darne notizia ufficiale è l’agenzia di stampa Agricolae.

Insieme alla Strategia complessiva che esemplifica perfettamente il ruolo rilevante e sempre più centrale dell’agricoltura nell’ambito del New Green Deal, verranno dettagliati alcuni dei più rilevanti progetti in corso di attuazione finalizzati alla realizzazione di infrastrutture strategiche nel settore dell’irrigazione, della bonifica idraulica e della prevenzione del dissesto idrogeologico, e il Piano dei lavori previsti per il 2020.

Una programmazione imponente, rilevante sul versante dell’investimento economico quanto su quello della quantità e qualità dei progetti in atto.

Nel corso della giornata saranno inoltre illustrati la Banca dati Investimenti Irrigui e il Sistema Informativo nazionale per la gestione della risorsa idrica in agricoltura, data base nazionale unico di riferimento per la raccolta dati e informazioni sull’uso irriguo dell’acqua a scala nazionale.

Conclusione affidate alla Ministra alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova.

Scambi di esperienze tra Assia ed Emilia-Romagna: agricoltura sociale e biologica nel distretto di Wetterau

Quarta edizione della Settimana della cucina italiana nel mondo: l’Emilia-Romagna ha aderito con iniziative di sistema, per promuovere l’agroalimentare regionale e scambi di esperienze nell’innovazione e nella sostenibilit.

Molti gli eventi promozionali organizzati in ogni tappa e gli scambi di esperienze con le amministrazioni locali, che hanno avuto come scopo principale quello di consolidare alleanze anche in vista dei negoziati sulla nuova Politica agricola comune (PAC).

La missione di quest’anno, in Germania, si è articolata in tre tappe: la prima a Berlino e nel limitrofo Brandeburgo, la seconda a Monaco di Baviera e la terza in Assia.

Le relazioni tra la Regione Emilia-Romagna e il Land dell’Assia risalgono al 1992 quando hanno sottoscritto un’Intesa di collaborazione, implementata nel giugno 2014. Con l’Assia sono stati avviati progetti e scambi di esperienze in gran parte dei settori delle due amministrazioni regionali.

Proprio in Assia, una delegazione tecnica guidata dall’assessore all’agricoltura Simona Caselli ha visitato il distretto di Wetterau per esplorare possibili collaborazioni e progettualità sul tema dell’agricoltura sostenibile.

Il territorio del Wetterau è per molti aspetti paragonabile all’Emilia-Romagna: terreni vocati all’agricoltura, in un distretto produttivo tra i più ricchi della Germania, molto vicino a Francoforte e ben collegato dal punto di vista dei trasporti.

L’agricoltura è, anche in questa zona, in costante trasformazione al pari dei cambiamenti sociali e della sempre maggiore attenzione da parte consumatori, per  qualità e sostenibilità delle produzioni agroalimentari.

“Attualmente ci sono quasi 1.000 aziende agricole nel Wetteraukreis (il circondario che comprende 25 territori comunali)”, ha dichiarato Matthias Walther responsabile del dipartimento agricolo del distretto di Wetterau, “30 anni fa erano tre volte tanto, ma il numero di aziende agricole biologiche è in continua crescita”.

Nel 2015 il Wetteraukreis è diventata una delle tre regioni eco-model in Assia e se inizialmente la quota di terreni gestiti a biologico era del solo 4% per un totale di 40 agricoltori biologici, oggi il numero di aziende biologiche è salito a 62, per una superficie complessiva di quasi 5.000 ettari.

Un’esperienza simile a quella dell’Emilia-Romagna, dove però alla fine del 2018 si contavano quasi 6.300 imprese bio di cui 4.400 condotte da agricoltori a produzione biologica, con un aumento nel 2017 e 2018 di 600 aziende ogni anno.

In Emilia-Romagna oggi il 15% dei terreni agricoli è gestito a biologico, per una superfice complessiva di quasi 156.000 ettari, cresciuta del 75% dal 2014, pari a un incremento di oltre 67.000 ettari.

Una risposta efficace, in particolare da parte degli agricoltori più giovani, a una richiesta di mercato in costante crescita che grazie ai diversi canali di vendita (GDO, negozi specializzati, mercati agricoli e food service), è giunta a superare in Italia i 3,5 miliardi di euro a cui vanno aggiunti gli oltre 2 miliardi per i prodotti destinati all’esportazione.

La delegazione dell’Emilia-Romagna ha inoltre visitato, nel vicino Dorheim Friedberg, un esempio di modello di agricoltura solidale, l’azienda biologica di Solawi, frutto di un’innovativa scelta dell’amministrazione locale e che ha consentito di promuovere questa esperienza su una prima superficie di 1,3 ettari a orticole.

Il coinvolgimento di un agricoltore locale e di un gruppo di consumatori, che investono finanziariamente nel progetto e che si dividono il raccolto ricavato da un’attenta pianificazione di 45 colture orticole, permette ai 90 membri di Solawi con un contributo mensile di 60 euro – 720 euro all’anno – di finanziare i costi di gestione del terreno e del lavoro impiegato.

Unire produttori e consumatori che, a tutti gli effetti, in qualità di membri dell’associazione, diventano partecipi del processo produttivo fino a essere coinvolti in attività volontarie per aiutare nei lavori nei campi, non appare un problema in quanto l’impegno e l’entusiasmo per il progetto è alto e in questo modo i consumatori associati si rendono pienamente conto e sono corresponsabili della qualità ottenuta dal loro lavoro.

Manovra: Anp-Cia, la protesta a Montecitorio dei pensionati agricoli

Aumento delle pensioni minime a 650 euro mensili, il 40% del reddito medio nazionale, come previsto dalla Carta Sociale Europea; estensione e stabilizzazione della quattordicesima; rivalutazione piena delle pensioni al costo della vita; riforma di “Opzione Donna”; istituzione della pensione di garanzia per i giovani; riconoscimento del lavoro usurante per gli agricoltori, estromessi dall’Ape Sociale; sostegno e aiuto agli incapienti; sanità pubblica per tutti e conferma dell’abolizione del superticket. Queste alcune delle richieste messe nero su bianco e portate in piazza, davanti a Montecitorio, da centinaia di persone che hanno aderito al flash mob di Anp, l’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani.

In attesa dei provvedimenti attuativi della Legge di bilancio, Anp-Cia torna a chiedere al Governo, come più volte sollecitato anche negli incontri con i Prefetti, che si faccia chiarezza e si torni a dialogare con le Organizzazioni di categoria e le parti sociali per assicurare a tanti anziani e giovani, che hanno dedicato la loro vita all’agricoltura del Paese o che vogliano poterlo fare, trattamenti previdenziali dignitosi.

Nella finanziaria, infatti, segnala da mesi Anp-Cia, non sembrano ancora presenti, sia nelle intenzioni che nelle azioni del Governo, elementi tali da modificare lo stato di preoccupazione per le condizioni dei pensionati e degli anziani. Per Anp-Cia si è, dunque, resa urgente una mobilitazione forte e di piazza, davanti a Palazzo Montecitorio. Obiettivo: mettere fine alle discriminazioni sociali e territoriali, soprattutto nell’accesso ai servizi sanitari e valorizzare il ruolo degli anziani con una Legge sull’invecchiamento attivo.

Anp-Cia ancora non riscontra, inoltre, alcuna previsione di interventi migliorativi delle pensioni minime. Non si riconosce l’indicizzazione per l’adeguamento del potere d’acquisto delle pensioni al costo della vita. In balia d’incertezza anche il tema quattordicesima. Viene confermata Quota 100, ma si continua a escludere gli agricoltori, dai lavori gravosi e usuranti. Non c’è traccia, neanche della riduzione della tassazione sulle pensioni, al momento prevista solo per i lavoratori dipendenti. Non si prevede nulla, ancora una volta, per i cosiddetti incapienti che la Pensione di cittadinanza, con i relativi paletti, ha costretto all’emarginazione.

“Il nostro flash mob vuole essere l’ennesima, ma se vogliamo più determinata, richiesta di ascolto -ha dichiarato Alessandro Del Carlo, Presidente nazionale Anp-Cia-. Stiamo incontrando con grande piacere, i Rappresentanti di Governo che si sono mostrati disponibili al dialogo e ai quali confermiamo piena collaborazione”.

“Alla fine, anche su questi temi, conteranno solo i risultati -è intervenuto il Presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino- e saranno fondamentali per lo sviluppo socio-economico dell’Italia, così come sosteniamo nel progetto ‘Il Paese che Vogliamo’, che presto ci porterà a presentare un dossier dettagliato al Governo. Tra le urgenze, dunque, con attenzione alle aree interne, anche tutele per gli anziani e incentivi per il ricambio generazionale in agricoltura”.

“Il maltempo ha colpito decine di aziende agricole Al via la conta dei danni per lo stato di calamità”

“L’agricoltura reggiana è assediata dalla eccezionale ondata di maltempo autunnale che ha colpito decine di aziende dalla Bassa all’Appennino, dalla Val d’Enza alla zona ceramiche. I nostri uffici sosterranno tutti gli imprenditori che hanno subito danni per la richiesta dello stato di calamità. Ma occorre anche pianificare una vasta e coordinata serie di azioni per la prevenzione sul territorio”. Parole di Antenore Cervi, presidente Cia di Reggio, che interviene sulla difficile condizione che sta vivendo il settore.

“I nostri tecnici sono a disposizione per richieste e chiarimenti – entra nel dettaglio -: siamo pronti ad ogni evenienza. Fino ad ora l’ottimo lavoro delle Bonifiche ha evitato il peggio, come invece accaduto nelle province limitrofe e in un recente passato anche da noi. Ma guardiamo con molta preoccupazione all’evolversi delle condizioni climatiche. Siamo con il fiato sospeso per la tenuta degli argini di canali e torrenti, tenuta che dipende non solo dal livello delle acque ma anche dal proliferare di tassi e nutrie che scavano profonde tane e distruggono in profondità la vegetazione contribuendo a rendere le rive meno stabili. Pericolosi smottamenti e preoccupanti frane sono poi già segnalati in varie zone della collina e della montagna”.

L’attenzione è naturalmente rivolta alle previsioni meteo: “Purtroppo non sono positive perché dopo una breve pausa nei prossimi giorni, venerdì ricominceranno le piogge e proseguiranno almeno fino a domenica. Piogge previste anche in Appennino, dove si scioglierà la neve caduta che andrà dunque a ingrossare ulteriormente i corsi d’acqua. L’attenzione deve essere massima”.

“Il 2019 dimostra che l’agricoltura reggiana è la prima vittima dei cambiamenti climatici che causano eventi estremi – sottolinea -: freddo polare e caldo africano, siccità e smisurata piovosità. Situazioni che vanno a sommarsi alla proliferazione di insetti e fitopatie che hanno falcidiato il nostro territorio. Appoggiamo in pieno, come ha annunciato la parlamentare Antonella Incerti (Membro della Commissione Agricoltura), la richiesta dello stato di calamità da parte della Regione. Al momento è impossibile fare una esatta conta dei danni, visto che il maltempo imperverserà ancora per giorni. Le prime stime indicano però già una situazione ancora una volta davvero molto pesante”.

Il presidente lancia poi un appello: “È fondamentale fare un salto di qualità e mettere in atto una serie di azioni rivolte alla prevenzione. Crediamo che, in questo senso, sia centrale il ruolo degli agricoltori quali custodi del territorio e presidio dell’ambiente, anche e soprattutto per il contrasto al dissesto idrogeologico e per la manutenzione delle piante, delle aree verdi e dei terreni di scolo. Sul fronte delle infrastrutture, sollecitiamo con decisione la realizzazione della diga di Vetto, opera ambientale che servirebbe a raccogliere le acque in periodi di piovosità e a rilasciarle in quelli di siccità. Serve infine un efficace piano di contenimento della fauna selvatica per non dover piangere i danni quando ormai è troppo tardi”.

Anp-Cia, un successo l’assemblea provinciale

“Noi pensionati siamo assediati da tentativi di truffe e martellanti chiamate telefoniche per ‘costringere’ a cambiare gestori di luce, gas e acqua: non ne
possiamo più, siamo esasperati”. Lo ha denunciato Giorgio Davoli, presidente Anp-Cia Reggio, in occasione dell’assemblea provinciale dei “veterani” del mondo
agricolo reggiano che si è tenuta a Parco Tegge (Felina). Erano presenti oltre cento persone tra cui Antenore Cervi (presidente provinciale Cia), Alessandro Del Carlo
(presidente nazionale Anp-Cia), Enrico Bini (sindaco di Castelnovo Monti) e i vertici reggiani di Federconsumatori con la quale Anp-Cia ha siglato una convenzione.
In apertura è si è riflettuto proprio sulla difficile situazione “vissuta quotidianamente dagli anziani reggiani, ormai costretti a staccare il telefono subito dopo pranzo –
quando piovono le presunte offerte – e stare ben in guardia tutto il giorno da chi suona alla porta perché molto spesso altro non è che un malfattore”, la denuncia.

La situazione è aggravata dal fatto che molti “veterani” Anp-Cia vivono in abitazioni rurali isolate.
La richiesta è quella di una maggiore tutela “da chi, senza scrupoli, in ogni modo tenta di fare firmare contratti capestro. Ma non solo. Sono arrivate alla nostra
associazione anche segnalazioni di tentativi di vere e proprie truffe ‘porta a porta’: invitiamo tutti a segnalare immediatamente i casi alle forze dell’ordine”.
Proprio su questa problematica era incentrato lo spettacolo ‘Energia nella giungla’ – di e con Maria Antonietta Centoducati e Gianni Binelli, con musiche di Ovidio Bigi –
che ha riscosso i sorrisi e gli applausi della platea.

Davoli ha quindi ringraziato Claudio Gaspari, responsabile Cia di Castelnovo Monti,
che andrà in pensione dal primo dicembre.

Il presidente Anp-Cia ha poi affrontato i contenuti della Legge di Bilancio: “Non sono essere presenti – sia nelle intenzioni che nelle azioni del Governo -, elementi
tali da modificare il nostro stato di preoccupazione per le condizioni dei pensionati e degli anziani: vengono considerati il bancomat dello Stato. Il 26 novembre faremo
un sit-in davanti al Parlamento per rivendicare le nostre istanze, fino ad ora rimaste totalmente inascoltate”.
Anp-Cia denuncia “la mancanza di attenzione allo stato della sanità e dei servizi socio-sanitari nelle aree interne, montane e rurali. Manca, inoltre, attenzione
e visione strategica “in materia di politiche dell’invecchiamento attivo e di valorizzazione sociale degli anziani nella società”.
Non risulta alcuna previsione di “interventi migliorativi delle pensioni minime. Non si riconosce l’indicizzazione per l’adeguamento del potere d’acquisto delle pensioni al
costo della vita. In balia d’incertezza anche il tema quattordicesima. Viene confermata Quota 100, ma si continua a escludere gli agricoltori, dai lavori gravosi
e usuranti. Non trova spazio la riduzione della tassazione sulle pensioni, al momento prevista solo per i lavoratori dipendenti. Non si prevede niente, ancora
una volta, per i cosiddetti incapienti che la pensione di cittadinanza con i relativi paletti, ha costretto all’emarginazione”.
“Insomma, in generale, sembra proprio che il governo si sia dimenticato dei pensionati. Siamo pronti a scendere in piazza», l’annuncio finale.

Viaggio a Rimini, tra cultura e gastronomia

Anp-Cia Emilia Romagna organizza per il 16 novembre una giornata a Rimini, tra cultura e gastronomia.

Prenotazioni entro il 31 ottobre. In allegato il programma completo

C.I.A. EMILIA ROMAGNA – VIA BIGARI 5/2 – 40128 BOLOGNA BO – TEL. 051 6314311 – FAX 051 6314333
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