Rinnovata la convenzione con Hera Comm

Bonus speciali su energia elettrica e gas naturale, oltre al servizio Linea diretta

È stato sottoscritto l’accordo quadro per il rinnovo della convenzione fra CIA Romagna ed Hera Comm, società di vendita di energia elettrica e gas del Gruppo Hera.

La convenzione prevede per tutti gli associati un bonus speciale sulle offerte a portafoglio che assicura condizioni economiche agevolate sulle forniture di luce e gas.

Hera Comm da anni riserva particolare attenzione alle specifiche necessità delle imprese agricole in fatto di consumi energetici e sostenibilità ambientale: un esempio sono le offerte che garantiscono energia elettrica prodotta interamente da fonti rinnovabili e gas naturale le cui emissioni di Co2 vengono compensate tramite l’acquisto di crediti di carbonio certificati, come Hera Impronta Zero con prezzo fisso fino a 30 mesi.

Inoltre, grazie alla convenzione con CIA Romagna, il ventaglio dei prodotti e servizi a disposizione degli associati si amplia ulteriormente, con la gamma Soluzioni Sostenibili, che include caldaie a condensazione, climatizzatori di ultima generazione, impianti fotovoltaici, colonnine di ricarica per auto elettriche, e-bike, lampadine LED a basso consumo, solo per citarne alcuni.

Per gli associati CIA, l’adesione alle offerte Hera Comm è semplice e completamente gratuita: la società, infatti, riserva un canale dedicato, per analisi gratuita delle bollette e consulenza personalizzata. Infine, mette a disposizione un gruppo di consulenti esperti pronti a rispondere e a risolvere qualsiasi problematica con priorità grazie al servizio Linea Diretta, riservato al personale dell’Associazione.

Nuove modalità di accesso sui luoghi di lavoro

Applicazione del Green Pass

È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 21/09/2021 il decreto Legge 21 settembre 2021 n. 127 nel quale sono stabilite le disposizioni in vigore dal 15 ottobre 2021 al 31 dicembre 2021 inerenti le misure di contenimento del Covid-19 e l’obbligo di possesso del green pass per l’accesso sul luogo di lavoro sia da parte dei lavoratori occupati presso datori di lavoro privati sia da parte di lavoratori occupati presso le pubbliche amministrazioni.

I datori di lavoro dovranno stabilire entro il 15 ottobre 2021, le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche  da effettuare al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro.

Allo scopo potrà essere utilizzata l’applicazione (app) “VerificaC19” disponibile gratuitamente per gli Smartphone con sistemi operativi IOS e Android.

Il lavoratore è obbligato a possedere e ad esibire al datore di lavoro o a incaricati di quest’ultimo (in tal caso è necessario che questi vengano individuati con atto formale) la certificazione verde COVID-19.

Il lavoratore non in possesso di una certificazione verde COVID-19 valida non potrà accedere al luogo di lavoro e sarà considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della predetta certificazione, comunque fino e non oltre al 31 dicembre 2021.

Per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti al lavoratore né la retribuzione, né altri compensi previsti dal contratto di lavoro.

Restano esclusi da tale verifica i soggetti esonerati dalla campagna vaccinale che possono dimostrare il loro esonero sulla base di idonea certificazione medica.

Per quanto riguarda prestazioni rese dal lavoratore per conto dell’azienda al di fuori della sede aziendale (esempio giardinieri) il cliente destinatario della prestazione chiederà al lavoratore l’esibizione della certificazione verde COVID-19 prima di consentire l’accesso nella propria abitazione/azienda e qualora questa risulti non valida impedirà l’accesso al luogo di lavoro.

In caso di violazione delle suddette disposizioni è prevista per il lavoratore l’applicazione di una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro.

Per il datore di lavoro è prevista, salvo che il fatto non costituisca reato, la sanzione amministrativa da 400 a 1.000 euro

Ad oggi il decreto non prevede deroghe né per il settore agricolo né per i lavori effettuati all’aperto.

“L’acqua va conservata quando piove”

Lo ha ribadito Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna, durante l’approfondimento sul tema svolto insieme ai Consorzi di Bonifica della Romagna Occidentale e della Romagna

Obiettivi: miglior assetto della distribuzione dell’acqua nei territori; invasi interaziendali per conservare l’acqua quando piove; riduzione del prelievo da falde; contrasto alla subsidenza; sostituzione della parte datata della rete di distribuzione; strutture e infrastrutture con tecnologie all’avanguardia per l’impiego sempre più sostenibile ed efficiente dell’acqua

L’acqua, nelle sue diverse declinazioni, è stata al centro dell’approfondimento che Cia Romagna ha affrontato nel corso di una recente Direzione. Acqua come carenza idrica e acqua come risorsa sempre più necessaria non solo per l’ordinario andamento dello sviluppo colturale, ma sempre più di valore anche per i sistemi antibrina, per affrontare situazioni straordinarie ormai ricorrenti come le gelate tardive.

Presenti il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, con il presidente Antonio Vincenzi, il direttore tecnico Elvio Cangini e il responsabile del Distretto Montano Rossano Montuschi e il Consorzio di Bonifica della Romagna, con il presidente Stefano Francia e il direttore generale Lucia Capodagli.

È noto come non tutti i territori della Romagna abbiano le stesse opportunità di irrigazione ed è noto come sia l’area collinare a soffrire di più, con situazioni ancora più marcate nell’area riminese, in particolare della Valmarecchia. Qui, spiegano gli agricoltori , si è passati dal dover affrontare alcuni mesi estivi con scarsità di acqua a mancanza di acqua 12 mesi all’anno, negli ultimi anni. In pedecollina e collina il supporto può derivare dalla realizzazione di invasi interaziendali, come diversi ne sono stati costruiti dal Consorzio della Romagna Occidentale a sostegno della produzione, in particolare agricola, ma non solo. In pianura i Consorzi, con il Cer, forniscono acqua quando ce n’è poca. 

I Consorzi hanno illustrato i progetti di opere irrigue pronti e candidati ai fondi del Pnrr – e anche i progetti di prospettiva – per un miglior assetto della distribuzione dell’acqua nei territori, per ridurre il prelievo da falde e contrastare la subsidenza. Hanno inoltre presentato i progetti relativi alla sostituzione della rete di distribuzione, la cui origine risale a 40-50 anni fa, che sarà dotata di tecnologia all’avanguardia per garantire l’uso sempre più sostenibile dell’acqua e un impiego sempre più efficiente da parte degli agricoltori.

Nel corso della Direzione, pur nella consapevolezza delle difficoltà, da Cia Romagna è stata ribadita la necessità del completamento del Cer, che arriva fino a Bellaria-Rimini nord, mentre una parte importante della provincia non beneficia dell’apporto di questa fondamentale struttura; di realizzare altri invasi interaziendali; di ridurre i costi elettrici e quindi l’esigenza di impianti fotovoltaici. Poi ancora, è stata sottolineata l’importanza della progettazione, prima e al di là dei bandi viste le stringenti tempistiche che questi stabiliscono, ed è stata ribadita come priorità la capacità di fare sistema.

Affrontati anche gli argomenti relativi all’impatto ambientale. Gli interventi hanno messo in evidenza come si debbano considerare anche i benefici ambientali dei progetti in tutti i loro fattori multipli. È stato ricordato che i laghetti interaziendali sono stati oggetto di una riflessione anche all’Expo di Milano, come esempio virtuoso di gestione e utilizzo della risorsa idrica e rispetto ambientale. Inoltre, da valutare anche l’utilizzo di acque da depurazione.

“Considerando tutti i fattori, se non si procede in fretta con azioni concrete sono a rischio non solo le nuove opportunità e le nuove specializzazioni, ma l’esistenteha affermato Danilo Misirocchi, presidente di Cia RomagnaL’acqua è una discriminante di un certo rilievo per una buona agricoltura.  Quest’anno lo stato di difficoltà delle piante è evidente e le conseguenze non riguardano ‘solo’ l’azienda agricola. L’annuncio della pioggia fa sperare perché è necessaria, ma allo stesso tempo spaventa: può non risolvere il problema siccità e se si verificano fenomeni violenti ai danni si sommano danni. Un fatto è certo: l’acqua va conservata quando piove”.

Cia Romagna incontra Fabrizio Rusticali, l’ex direttore candidato al Consiglio comunale di Ravenna

È un incontro pieno di conoscenza quello fra Cia Romagna e Fabrizio Rusticali. Conoscenza di persone e professionisti, conoscenza piena del tema agricoltura e delle sue articolazioni e connessioni con le altre tematiche economiche, sociali e ambientali. Rusticali, infatti, oggi candidato come indipendente per il Pd per il Consiglio comunale di Ravenna, è stato Direttore di Cia per 17 anni, fino al 2019: 15 anni di Cia Ravenna e 2 di Cia Romagna.

Per esperienza e competenza, l’ex direttore Rusticali può apportare un contributo significativo in Consiglio comunale su una tematica così strategica come l’agricoltura, considerando anche che Ravenna esprime diverse eccellenze. Inoltre Rusticali si occupa, da sempre, di fauna selvatica e conosce molto bene gli impatti negativi che ha sulle produzioni agricole già messe a dura prova, anche a Ravenna, dai cambiamenti climatici, dal Covid, da una crisi economica lungo la filiera e da pressioni commerciali importanti.

A Fabrizio Rusticali sono state illustrate le molte e articolate richieste contenute nel documento politico redatto da Cia Romagna in occasione delle elezioni amministrative 2021. Se ne evidenziano alcune, riguardanti in specifico il territorio comunale di Ravenna. Semplificazione o riformulazione della burocrazia relativa alla macchina comunale e provinciale con procedure più snelle per concessioni/permessi per circolazione di mezzi agricoli; realizzazione di una banca dati per facilitare la consultazione online di tutte le informazioni relative ai fabbricati rurali, e non, presenti sul territorio; adeguata infrastrutturazione e manutenzione viaria di servizio alle aree rurali, adeguando le sedi stradali al traffico e alla dimensione dei mezzi che ne usufruiscono a seguito di opportuna e capillare mappatura, della stessa, ad opera del Comune in collaborazione con la Provincia; il tema della sicurezza, in generale, e nelle aree rurali per far fronte comune ai sempre più frequenti episodi di furti, dai mezzi ai prodotti agricoli.

​CANCELLAZIONE AUTOMATICA DEBITI FINO A EURO 5.000

Con norma prevista dal c.d. “Decreto Sostegni”, si era previsto l’annullamento automatico dei debiti risultanti da carichi affidati all’Agente della riscossione di importo residuo al 23 marzo 2021 fino a € 5.000, a favore dei soggetti che hanno conseguito, nel 2019, un reddito imponibile, ai fini IRPEF / IRES,fino a € 30.000.Le modalità e le date dell’annullamento dei debiti, il relativo discarico e la conseguente eliminazione dalle scritture patrimoniali degli enti creditori, sono state rimandate al Decreto attuativo dello scorso 14 luglio 2021, pubblicato sulla G.U. del 2 agosto 2021, n. 183, con il quale il MEF ha individuato l’iter procedurale e le date di annullamento dei predetti debiti.

I CRITERI PER LA DETERINAZIONE DEL CONTRIBUTO PEREQUATIVO NON SONO FAVOREVOLI ALLE IMPRESE AGRICOLE

Il Decreto Sostegni Bis oltre ai contributi alternativi, la cui scadenza per la presentazione della domanda si è avuta il 2 settembre 2021, ha previsto il riconoscimento del c.d. contributo a fondo perduto perequativo, a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa, arte e professione o che producono reddito agrario e che siano titolari di partita IVA attiva alla data del 26 maggio 2021.

Il contributo perequativo spetta a condizione che sia registrato un peggioramento del risultato economico d’esercizio relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, rispetto a quello relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, in misura pari o superiore alla percentuale che sarà definita da un apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

OBBLIGO FATTURA ELETTRONICA NEI RAPPORTI CON SAN MARINO

L’art. 12, DL n. 34/2019, c.d. “Decreto Crescita” ha previsto l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica nei rapporti di scambio tra Italia e San Marino.

Dal 1/10/2021 e fino al 30/06/2022 le fatture possono essere emesse / ricevute, in formato elettronico o in formato cartaceo.

Dal 01/07/2022 le fatture sono emesse / accettate esclusivamente in formato elettronico.

Con il Provvedimento 5.8.2021 l’Agenzia delle Entrate ha approvato le regole tecniche per l’emissione / ricezione delle fatture elettroniche per le operazioni in esame, confermando in particolare che le fatture relative alle cessioni di beni effettuate tra soggetti residenti, stabiliti / identificati in Italia e soggetti residenti a San Marino sono trasmesse e ricevute tramite il Sistema di Interscambio (SdI).

In particolare, l’Ufficio Tributario di San Marino trasmette le fatture elettroniche emesse dai cedenti / prestatori sammarinesi e riceve le fatture elettroniche emesse dai cedenti / prestatori italiani.

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