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Mostra fotografica Donne in Campo

Una mostra fotografica che racconta l’impegno delle donne nel settore agricolo

Dal 14 ottobre al 4 novembre ad Argenta (Fe) la mostra “Scatti di campagna. Volti e storie di donne contadine” organizzata da Donne in Campo Emilia-Romagna, l’associazione di Cia-Agricoltori Italiani che riunisce le imprenditrici agricole

FERRARA – Un’agricoltura multidimensionale e di qualità, fortemente specializzata e competitiva. Sono queste le caratteristiche principali dell’attività agricola svolta dalle donne, in un settore che sta cambiando velocemente e che trova proprio nell’universo femminile una forte spinta innovativa. Secondo i dati diffusi dall’Istat sono in costante aumento le aziende condotte da donne, una percentuale che sfiora il 30%, impegnate soprattutto nelle aree multifunzionali, quali agriturismo e biologico, ma anche florovivaismo, vitivinicolo, agricoltura biodinamica e sociale. Un intero universo in continua evoluzione, raccontato dalla mostra fotografica “Scatti di campagna. Volti e storie di donne contadine”, organizzata da Donne in Campo Emilia-Romagna, l’associazione di Cia – Agricoltori Italiani che le riunisce, tutela il lavoro femminile e ne promuove lo sviluppo.

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Ultime notizie

Danni da fauna selvatica

Emergenza fauna selvatica: un aiuto dalla Regione, ma non basta
A disposizione 180 mila euro per l’acquisto di mezzi utili per prevenire i danni da fauna selvatica. Misure utili ma insufficienti a contenere un fenomeno fuori controllo in alcune zone del ferrarese 

FERRARA – Gli imprenditori agricoli regolarmente iscritti alla Camera di Commercio potranno usufruire del contributo regionale per l’acquisto di mezzi di protezione dalla fauna selvatica quali recinzioni, shelter, protezioni elettriche, acustiche e visive con sagome. La domanda dovrà essere presentata entro il 2 ottobre e il contributo massimo per azienda è di 2.500 euro, che dovranno essere spesi entro il 31 dicembre 2017. Secondo Cia – Agricoltori Italiani Ferrara si tratta di un intervento necessario, ma non sufficiente a contenere il dilagare di alcuni specie che stanno, ormai da molto tempo, provocando problemi agli agricoltori. E non si tratta solo della ben nota emergenza nutrie, perché a far danni sono anche stormi, colombe, anatre, volpi e lepri come spiega Massimo Piva, vicepresidente provinciale Cia Ferrara

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RACCOLTAASPARAGORenzi e Gentiloni dovrebbero venire a Ferrara per conoscere l’agricoltura “reale” 

Incomprensibile secondo Agrinsieme, il coordinamento che rappresenta il 60% delle aziende agricole e cooperative agroalimentari italiane, la visita del premier a Bonifiche Ferraresi, dopo pochi mesi da quella di Matteo Renzi

FERRARA – «Bonifiche Ferraresi non rappresenta l’agricoltura ferrarese, emiliano-romagnola e italiana. E siamo davvero sconcertati che due personaggi di spicco della politica nazionale siano venuti a Ferrara, due volte in pochi mesi, e abbiano visitato questa grande azienda agricola, ignorando l’agricoltura “reale”». È questo il commento di Agrinsieme, il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari (Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare), in seguito alla visita del premier Paolo Gentiloni all’azienda, lo scorso 19 luglio.

 

Visita che diventa quasi una “celebrazione”, perché arriva dopo quella di Matteo Renzi che, lo scorso 21 aprile, in piena campagna per le primarie del Partito Democratico, aveva incontrato i vertici di Bonifiche Ferraresi negli stabilimenti di Jolanda di Savoia. Un interesse per certi versi comprensibile nei confronti della realtà agricola più estesa d’Italia, che diventa però assolutamente incomprensibile agli occhi di chi rappresenta la maggioranza – circa il 60% - delle piccole e medie aziende agricole e agroalimentari del nostro paese.

«Non siamo contro Bonifiche Ferraresi – spiega il coordinamento di Agrinsieme – ma sia chiaro: è un esempio di “unicità”, non un modello di agricoltura italiana. La nostra agricoltura, infatti, è fatta dell’impegno di una rete di aziende e cooperative di diverse dimensioni che lavorano quotidianamente per crescere e innovarsi e creano posti di lavoro, impiegando personale sia italiano che straniero non solo in maniera occasionale, ma continuativa. Sicuramente queste aziende fanno meno scalpore, non hanno copertura mediatica dunque non sono una vetrina politica così interessante. Ma sono i loro investimenti e la loro capacità produttiva che manda avanti il settore agricolo, spesso con fatica e senza venire premiati da logiche di mercato decise a livello internazionale. Sarebbe stato interessante che il premier avesse visitato, invece di Bonifiche Ferraresi, una qualsiasi azienda del territorio, parlato con gli agricoltori e guardato con i propri occhi come lavorano e quali sono i veri problemi che devono affrontare».

La mancata attenzione nei confronti delle aziende agricole ferraresi arriva, peraltro, in un momento di particolare criticità per il settore con i prezzi di mercato dei cereali e di alcuni prodotti frutticoli, quali pesche e albicocche, che non consentono di coprire i costi di produzione, e la siccità che rischia di compromettere la produzione di sorgo, mais e soia.

«Ora ci aspettiamo – conclude Agrinsieme – la stessa attenzione riservata a Bonifiche Ferraresi. Gentiloni dovrebbe tornare qui per conoscere il nostro importante tessuto agricolo e osservare da vicino i campi dove nascono i prodotti Made in Italy. Non si può, infatti, utilizzare le eccellenze agroalimentari come bandiera del nostro paese nel mondo e dimenticare che dietro a ogni prodotto c’è sempre un agricoltore».

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Gli agriturismi dell'Emilia-Romagna associati Cia

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