Notizie dalla Regione

In primo piano

Verso l'assemblea elettiva

Inizia il percorso che porterà al rinnovo delle cariche di Cia - Agricoltori Italiani Ferrara con le assemblee congressuali dei soci. Un momento di confronto importante che porterà all'assemblea elettiva provinciale del prossimo 22 gennaio 2018.

Gli incontri si svolgeranno:

Lunedì 11 dicembre ore 14.30
Centro civico Bosco Mesola

Mercoledì 13 dicembre ore 14.30
Sede Cia Argenta

Venerdì 15 dicembre ore 14.30
Sala riunioni Società Operaia a Bondeno

Martedì 12 dicembre 2017 ore 14.30
Centro Civico San Giovanni di Ostellato

Giovedì 14 dicembre ore 14.30
Sede Cia Copparo

Lunedì 18 dicembre ore 14.30
Sede Cia Ferrara

 

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Ultime notizie

Emergenza Nutrie

Il lavoro dei coadiutori reso inefficace dalla burocrazia
Per operare sui territori più colpiti occorre fare richiesta e attendere tre giorni per intervenire. Un meccanismo che rende difficile bloccare i danni che finiscono per pesare sul reddito degli agricoltori e la sicurezza idraulica del territorio

FERRARA - «Gli agricoltori sono stanchi di pagare il conto dei danni causati da una popolazione di nutrie fuori controllo, una situazione provocata da un sistema di contenimento che non funziona, bloccato da burocrazia e ideologie ambientaliste». Romano Tonini, agricoltore argentano di Cia Ferrara e uno dei coadiutori volontari più attivi, spiega cosa significa avere a che fare ogni giorno con un problema grave, che sembra non trovare una soluzione efficace e finisce per pesare sul reddito dell’azienda e sull’equilibrio idrogeologico del territorio.

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Servono interventi strutturali straordinari per affrontare i cambiamenti climatici

I periodi di siccità non sono eventi straordinari ma fanno ormai parte del clima e non si può affrontarli come emergenze, ma intervenire con una diversa gestione delle acque. Spiega Stefano Calderoni, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara

FERRARA – L’assenza di piogge e le temperature elevate di questi giorni stanno mettendo in crisi le principali colture del territorio e riducendo in maniera preoccupante le risorse d’acqua per l’irrigazione, con il livello del Po sceso a un livello di soli quattro metri e mezzo. La Regione Emilia-Romagna ha chiesto al Governo lo stato di emergenza per la crisi idrica che ha colpito l’intero territorio regionale, una misura che per Cia – Agricoltori Italiani Ferrara è assolutamente necessaria e corretta, ma servono subito opere straordinarie per mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

 

«Parlare di emergenza siccità o, al contrario, di emergenza per eccesso di pioggia non ha più senso – dice Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara. Il nostro clima ha subito modifiche che ormai fanno parte delle sue caratteristiche intrinseche, non sono fatti eccezionali ma delle costanti. Per questo, pur apprezzando le richieste dalla Regione per superare questo momento di crisi – pomodoro, secondi raccolti e tutta la frutticoltura è in forte crisi - crediamo che si debba uscire dalla logica emergenziale. Per affrontare cambiamenti straordinari servono misure strutturali straordinarie. Parlo di intervenire sul Po con un’opera capillare di bacinizzazione, come hanno fatto in altri stati con altri grandi fiumi – penso alla Senna o al Reno – per garantire il livello idrico dei bacini e la qualità dell’acqua. Il Consorzio di Bonifica Ferrara aveva già effettuato uno studio di fattibilità nel 2011-2012, poi accantonato per problemi di tagli di bilancio, che penso si dovrebbe rivalutare con attenzione. La creazione dei bacini e di sbarramenti impedirebbe all’acqua del mare di risalire quando le portate del fiume sono basse e risolverebbe il problema del cosiddetto “cuneo salino”, creato dall’acqua salata del mare, più pesante di quella dolce, che risale lungo il fiume.

Il sistema di bacini assicurerebbe, dunque, acqua dolce per irrigare i campi, anche in momenti di particolare siccità e in estate e gli agricoltori devono poter irrigare, seguendo naturalmente le regole, anche in queste condizioni. L’unica certezza dei produttori, invece, è l'aumento esponenziale del costo dei fattori produttivi: pompare l’acqua fino ai campi prevede un utilizzo straordinario di gasolio agricolo, e questo incide pesantemente sui costi di produzione e sull’ambiente. Inoltre allo sforzo degli agricoltori per salvaguardare le colture non corrisponde un riconoscimento economico alla vendita dei prodotti. Faccio poi un appello – conclude Calderoni – che, se dovesse perdurare questa situazione, vengano presto emanate ordinanze per limitare l’utilizzo di acqua per irrigare le aree verdi pubbliche e private. L’acqua è una risorsa troppo preziosa e deve essere utilizzata in maniera ponderata in ogni momento dell’anno ma soprattutto quando è scarsa come in queste settimane».

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