Notizie dalla Regione

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Verso l'assemblea elettiva

Inizia il percorso che porterà al rinnovo delle cariche di Cia - Agricoltori Italiani Ferrara con le assemblee congressuali dei soci. Un momento di confronto importante che porterà all'assemblea elettiva provinciale del prossimo 22 gennaio 2018.

Gli incontri si svolgeranno:

Lunedì 11 dicembre ore 14.30
Centro civico Bosco Mesola

Mercoledì 13 dicembre ore 14.30
Sede Cia Argenta

Venerdì 15 dicembre ore 14.30
Sala riunioni Società Operaia a Bondeno

Martedì 12 dicembre 2017 ore 14.30
Centro Civico San Giovanni di Ostellato

Giovedì 14 dicembre ore 14.30
Sede Cia Copparo

Lunedì 18 dicembre ore 14.30
Sede Cia Ferrara

 

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Ultime notizie

Emergenza Nutrie

Il lavoro dei coadiutori reso inefficace dalla burocrazia
Per operare sui territori più colpiti occorre fare richiesta e attendere tre giorni per intervenire. Un meccanismo che rende difficile bloccare i danni che finiscono per pesare sul reddito degli agricoltori e la sicurezza idraulica del territorio

FERRARA - «Gli agricoltori sono stanchi di pagare il conto dei danni causati da una popolazione di nutrie fuori controllo, una situazione provocata da un sistema di contenimento che non funziona, bloccato da burocrazia e ideologie ambientaliste». Romano Tonini, agricoltore argentano di Cia Ferrara e uno dei coadiutori volontari più attivi, spiega cosa significa avere a che fare ogni giorno con un problema grave, che sembra non trovare una soluzione efficace e finisce per pesare sul reddito dell’azienda e sull’equilibrio idrogeologico del territorio.

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I cereali rimangono una coltura di riferimento, nonostante i prezzi

 Sorpresa positiva per l’annata del frumento tenero e duro nel ferrarese e mediamente in tutta la regione. Rimane il nodo dei prezzi che faticano ancora a coprire i costi di produzione.

FERRARA – L’abbandono del grano che, soprattutto negli ultimi anni, ha registrato un segno negativo a livello di prezzi, non c’è stato. A Ferrara il calo delle superfici investite a frumento nel 2017, rispetto allo scorso anno, è solo del 10%, mentre rimangono sostanzialmente immutate le superfici di mais e sorgo, rispettivamente attorno ai 26.000 e 3.500 ettari. In aumento le superfici di girasole, dagli 800 ettari del 2016 ai 1000 del 2017, e soprattutto la soia che passa da 18.000 ettari ai 22.000 di quest’anno. (Dati statistici Regione Emilia – Romagna). Secondo Cia – Agricoltori Italiani Ferrara, questi dati indicano che i produttori ferraresi continuano a credere nelle produzioni cerealicole, necessarie anche per la rotazione colturale.

 «A raccolta ultimata in tutta la provincia – spiega Massimo Piva, rappresentante ferrarese del Gie (Gruppo interesse economico) Cereali di Cia – possiamo dire che è un’annata sorprendentemente buona per il frumento tenero e duro, sia a livello di quantità che di qualità. Mediamente, nel ferrarese, si sono prodotti 70 quintali per ettaro, con punte verso il basso sui 60-65 quintali e verso l’alto, fino agli 85 quintali. Molto buono il tenore proteico dei frumenti, fondamentale per determinare la qualità delle farine, e il peso specifico, tendenzialmente sopra gli 82-83. Risultati andati certamente oltre le aspettative, perché l’assenza di piogge aveva inizialmente compromesso l’andamento colturale, che ha poi avuto una ripresa grazie alle precipitazioni di maggio. Il problema della siccità potrebbe compromettere, invece, i cerali primaverili come sorgo, mais e soia e incidere sulle rese produttive, soprattutto dove gli agricoltori non riescono a irrigare».

 Il buon andamento dei cereali riguarda l’intero territorio regionale ma, per Valerio Parisini, presidente del Gie Cereali Emilia – Romagna, rimane il nodo dei prezzi troppo bassi. «Molto soddisfacenti le performance dei frumenti in tutta la regione – dice il presidente del Gie - con alcuni distinguo per Parma, Piacenza e Reggio Emilia, dove le piogge abbondanti a metà campagna hanno in parte compromesso la qualità del prodotto. La media produttiva regionale è attorno ai 70-75 quintali/ettaro, le proteine sono oltre il 13% e i pesi specifici mediamente sopra gli 82. Il problema fondamentale rimane il prezzo, che continua a non coprire i costi di produzione, nonostante prime quotazioni della Borsa Merci di Bologna più alte per il tenero di circa 2 euro, rispetto ai primi prezzi 2016 e in linea quelle di chiusura del mercato. Nel dettaglio, i frumenti teneri di forza, con proteine a 13,5%, valgono circa 22 euro/q, i frumenti speciali, con proteine al 12%, sui 18-19 euro mentre i fini, con proteine all’11%, sono quotati tra i 17 e i 18 euro. Buone le prime quotazioni anche per il duro, con proteine a 13,5%, che si attesta sui 23-25 euro. Voglio ribadire però che un frumento di qualità 100% italiano, dovrebbe essere maggiormente premiato dal mercato, che ormai dipende troppo da dinamiche europee e internazionali».

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